Thursday, December 23, 2010

Klinefelter's And Kleptomania

SERAFINO and the Christmas surprise




was winter, and in the garden of the old Abbey had dropped a thick white coltre di neve. Si avvicinava il Natale e in tutto il paese c'era un grande fermento. Chi appendeva un filo di lucine alla porta della sua casa, chi decorava l'abete nella grande piazza... insomma: ogni angolo del paese stava diventando luminoso e colorato. Ogni angolo... tranne la vecchia Abbazia.
La persona che più si dispiaceva per questo era proprio l'unico abitante (assieme a gatti randagi e piccioni) del monastero abbandonato: Serafino. Serafino era un pallido bambino di 450 anni, quasi trasparente. Già, perché Serafino era un fantasma.
Viveva lì da quando, da piccolo , si era spezzato l'osso del collo cadendo nel vecchio pozzo, mentre giocava con i suoi amici. Siccome non era stato per niente ubbidiente con la mamma che gli aveva detto di stare alla larga dal pozzo, non si era trasformato in un angioletto ed era rimasto sulla terra, costretto ad infestare le vecchie pareti dell'Abbazia.
Ma torniamo a noi! Serafino era molto triste, perché adorava la festa di Natale, ma nessuno addobbava mai la sua casa. “Forse gli abitanti del paese non ci pensano...” si diceva Serafino “forse non credono valga la pena preparare anche l'Abbazia ad accogliere il Natale”
Ci avevano costruito intorno un grande parco, dove i bambini giocavano a palle di neve e i signori portavano a spasso i cani infreddoliti... ma a decorare e sistemare il vecchio rudere proprio non ci pensava nessuno. Passarono i giorni, e arrivò la sera della vigilia di Natale. Quella sera, Serafino si preparava a passare la vigilia come gli altri anni: da solo... pensando a quanto gli sarebbe piaciuto vedere un po' di quelle lucine scintillare , o sentire cantare un coro di Bambini: eh, già! Quanto gli piacevano le carole di Natale... ma tant'è, mentre pensava a queste cose seduto sul suo pozzo, si addormentò.
Ma non si era accorto che qualcuno lo stava spiando: I gatti randagi che assieme a lui abitavano l'Abbazia si erano fermati dietro una siepe a guardare la triste scena. “ Dobbiamo fare qualcosa” esclamò un gatto con una macchia nera intorno all'occhio destro. “Già... ma cosa?” chiesero gli altri in coro. “ non ne ho idea...” rispose il primo “Ma Serafino è sempre tanto dolce con noi... non posso stare qui e vederlo passare un altro Natale in queste condizioni... perché non chiediamo consiglio alle fate e ai folletti che abitano il giardino ? Magari tutti insieme riusciremo a fare qualcosa per rallegrare il nostro amico trasparente” E così i felini si misero a cercare le piccole creature fatate, che stavano dormendo nelle loro casette tra i cespugli e tra le radici del vecchio Tasso.
“Certo che dobbiamo fare qualcosa”, convenne la regina delle fate. “Bisogna portare un po' di magia del Natale anche a quel povero fantasma” Detto fatto! Le fatine si misero all'opera e con le loro Bacchette magiche crearono collane di cristalli di ghiaccio e si misero ad appenderle ad ogni ramo, ad ogni mattone... intorno ad ogni arco dell'Abbazia!
I folletti invece salirono a cavallo dei piccioni e volarono alto alto nel cielo a raccogliere tanta polvere di stelle lucente. Intanto, i gatti andarono a sedersi fuori dalla chiesa del paese dove si stava tenendo il concerto di Natale e si misero tutti insieme a miagolare, forte, ma talmente forte che il prete dovette interrompere il concerto e tutti corsero fuori dalla chiesa a vedere cosa stava succedendo. Proprio in quel momento i folletti lasciarono cadere la polvere di stelle sopra l'Abbazia... e i cristalli di ghiaccio appesi dalle fatine ne rifletterono la luce in centinaia di migliaia di piccoli arcobaleni di luce colorata.
Grandi, piccini, musicisti e cantanti, guidati dai gatti ran to the old Abbey, so fast that the priest stumbling in the tunic and fell face down in the snow, and the mayor tore her best dress pants. When you reach the Abbey could not believe the wonder before them: the monastery and the garden around were brightly lit by the multitude of dots of colored light. The children entered the cloister with his mouth open to watch the show. The band began to play "Silent Night" and all the singers began to sing along ... waking up the poor that Serafino was still sleeping over the shaft.
Serafino open your eyes and saw himself surrounded by lights, holiday music and the people around him ... and joy I start to cry. He could not believe it, everything around him was what he wanted for Christmas Eve! His friends, the lights and songs. Before a tear ... then the other ... then again many others ... he wept so much that her tears of joy attracted the attention of the Almighty, who moved with pity he decided to take it with him in heaven, where he still is Serafino, and where can sing his favorite Christmas songs in chorus with the other angels .
And the old Abbey? Well, since there is no other place that smells so much of magic!

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